LA VOCE DEL MURA – Tour dell’Assietta 2010 (Sestriere, 25/07) di Lorenzo Murachelli
Pubblicato il 16 Agosto 2010 da Edilio
Il lungo weekend torinese inizia sabato pomeriggio davanti al magazzino del Falegname. Io, Bruno, Daniele e Riga carichiamo bici e valigie con cura nell’ampio e confortevole MultiVan di Bruno, direzione Pragelato. Lì ci aspettano con ansia e amore Sergio il Capitano e Tonino, nostri futuri coinquilini, e anche la famiglia Gallino al completo, con Robertino superstar! L’assenza del nostro Capitano Walter si fa già sentire dai primi km di viaggio, ma decidiamo di farci coraggio e affrontiamo il viaggio con serenità, fra turbolenze maleodoranti classiche del caso e promesse di rapporti eccezionali fra compagni di letto della notte che avremo dovuto affrontare. Sbarcati al villaggio GoFree l’accoglienza è delle migliori, la tensione della gara si fa già sentire e Daniele e Bruno cercano di allentarla divorandosi mezzo chilo di lardo a fette avvolti intorno a due piccoli panini, un aperitivo leggero. Di lì a poco siamo seduti a tavola a cena, Sergio il Capitano si becca i soliti insulti per il suo piatto doppio di pasta all’olio classico del pre-gara, noi ci divoriamo un piatto di gnocchi formaggiosi dalla pesantezza fuori dal comune, ma buoni, e qualcosa di simile a carne, accompagnati da una buona dose di birra che il giorno precedente alla gara non può mai mancare! Nel frattempo al ristorante del villaggio arrivano anche i cugini Senza Senso, anche loro con una folta rappresentanza, dando così inizio alla mia lotta personale di nervi con Fabrizio Valle, il mio nemico numero uno in campo agonistico. Fra promesse di distacchi abissali che gli avrei dato, deponiamo le armi di battaglia verso mezzanotte, con un quarto d’ora di distacco al traguardo in mio favore. La notte passa abbastanza liscia, Daniele giura di avere sentito nel buio la voce di Riga che diceva al suo compagno di letto “Cosa stai facendo? “, poi un urlo e dopo silenzio, come se fosse stato l’avvertimento di un dolore prima di provare qualcosa di piacevole, ma io, in qualità di compagno di letto di Riga, lo convinco che era frutto solo dei suoi sogni, e così arriva la mattina di gara.
La partenza è fissata alle 9:30 dagli impianti sportivi di Sestriere, il freddo che si pensava dovesse pungere nelle prime ore di gara non c’è, ed è già gran caldo nella discesa iniziale di Pragelato; già prima di passare dal paese i famosi e promessi quindici minuti di vantaggio si azzerano e Fabrizio mi supera cominciando a guadagnare parte di quei dodici o tredici minuti che mi avrebbe rifilato al traguardo, che comunque per me non sono tanti. Il passaggio in Cima a Ciantiplagna (2700) e le successive tre salite attraversano paesaggi e scenari mozzafiato, ma a mozzare il fiato non sono solo i panorami ma la fatica e i km che si accumulano nelle gambe. Nonostante i crampi accusati e superati fortunatamente senza rallentare troppo sugli ultimi due gpm, riesco ad arrivare negli ultimi 10 km ancora in discreta salute, e mi accodo a un gruppo di biker che si giocavano le posizioni, nell’ultimo single track prima del traguardo, la parte rinnovata del percorso di quest’anno. Nella discesa finale riesco a superare un biker della mia stessa categoria e mi lancio verso l’ultimo km, ma nelle ultime due rampe al 20% accuso i crampi sulla prima e sono costretto ora sì a rallentare e farmi superare dal mio avversario. L’ultimo km è una rincorsa a riprenderlo, che scopro poi sarebbe valsa la nona posizione di categoria, ma che risulterà vana perché transito sotto il traguardo come 11esimo di categoria, in rimonta sul 10°, solo 5 secondi di distacco, comunque per me un ottimo risultato (141° assoluto). Al traguardo rivedo Fabri e Maurizio (Trevisiol), arrivati comunque non tanto tempo prima di me, e piano piano vedo sfilare e arrivare i miei compagni di viaggio, chi più affaticato (Riga scende direttamente giù al villaggio a Pragelato affrontando altri 11 km di discesa!), chi invece più rilassato come Il Capitano (buon 283° e non 84° davanti a me come sosteneva!), e Alessandro, che era atteso come di consueto dalla Sabrina e Robi, e infine Daniele e Bruno a chiudere il gruppo, arrivati insieme a braccia alzate.
Un doppio pasta party per me (uno di rapina), un saluto al personale del villaggio e poi partenza verso Arenzano, reso particolarmente ostico per la lunga coda fino all’imbocco dell’autostrada e per alcune turbolenze da record che eleggono Bruno a primatista e Guinnes in materia, con il disperato ma vano tentativo di rimonta del Falegname. Nel complesso un’esperienza molto divertente e appagante, da ripetere sicuramente l’anno prossimo, consapevoli che come sempre l’agonismo senza il divertimento, per tutti i Fuori Giri, non può esistere!
Un saluto a tutti.
Lorenzo





